MAZ: che bella casa // bella si sa / è quella casa / dove ogni oggetto / ogni cosa / ha una sua personalità // e queste porcellane / questi mobili / questi manoscritti / questi vasi / questi quadri di De Pisis / sono la testimonianza di un gusto / di un ordine / di una misura che ha sempre guidato la vita / di chi abita qui // siamo venuti a trovare / uno dei maggiori scrittori italiani / Aldo Palazzeschi // l' autore / come tutti sanno / delle Sorelle Materassi / dei fratelli Cuccoli / delle Stampe dell' Ottocento / del Palio dei buffi / delle poesie dell' Incendiario / e del bel romanzo Roma // l' idea di venire a trovare Aldo Palazzeschi / ce l' ha suggerita una scala // anzi / la più bella scala / che ci sia a Roma // la scalinata della chiesa dell' Aracoeli // giorni fa ci trovavamo da quelle parti / in una pausa del nostro lavoro / che ci sbatte un po' dappertutto in questa città // e così / naturalmente / guardavamo la scalinata // centoventiquattro scalini / ha la scalinata dell' Aracoeli // già // centoventiquattro // ma dove abbiamo letto questo ? in una guida turistica / o in una cronaca di Stendhal ? e così / ci siamo messi a salire e a contare / i gradini // ed è così / che abbiamo ricordato che la scalinata dell' Aracoeli / è il finale del romanzo di Palazzeschi Roma // e da dove siamo saliti / guardiamo / diamo un' occhiata al panorama // era tanto che non salivamo fin quassù // ed eccola qui / Roma // giovane e decrepita / povera e miliardaria / intima e spampanata / angusta e infinita // e sono proprio queste le parole / che chiudono il romanzo di Palazzeschi // così c' è venuta l' idea di fare un incontro / con Palazzeschi // già // ma dove trovarlo / in tutta la città ? sappiamo che Palazzeschi / è persona schiva e riservata // e nessuno / nessuno sa il suo indirizzo // meno una persona // una sola // Tanino Chiurazzi // il mercante di quadri / e amico di tutti gli artisti / di tutti gli scrittori / che vivono a Roma // ed è così che ci siamo incamminati al babuino per incontrarlo / e per farci introdurre ad Aldo Palazzeschi // CHI: mio caro / come tutti gli amici tu arrivi in un momento difficile / e particolare / per me // perché sto preparando una piccola mostra di Maccari // in quanto a Palazzeschi / poi / tu sai che egli è geloso e del suo telefono / che non ha / e del suo indirizzo // se poi avesse il telefono / non credo che lo darebbe a me // sai che possiamo fare / però ? scriviamogli un biglietto // questo si può tentare // caro Aldo / viene da te / l' amico Mazzarella / che vorrebbe intervistarti / per Arti e scienze // devo proprio raccomandartelo ? e questo / è il massimo che si può fare / per te / e Palazzeschi // MAZ: buongiorno Palazzeschi // PAL: oh / buongiorno / caro Mazzarella // MAZ: ecco vede Palazzeschi / prima / guardando / quelle sue porcellane / mi sono fermato particolarmente / su quella figurina settecentesca / goldoniana // e così / guardandola / mi è venuto in mente / che la sua prima esperienza artistica / è stata il teatro // infatti / molti critici / dicono che questo / si sente // soprattutto / nei suoi romanzi // e / particolarmente / nei dialoghi / che hanno questo taglio teatrale // PAL: è la pura verità // perché / la mia prima esperienza / e la mia prima scuola / fu precisamente il teatro // anche perché io dall' altra scuola / non potevo imparar niente / dalla vera scuola // perché mio padre mi aveva mandato / a studiare in scuole tecniche / e commerciali / dove si studiavano le matematiche / il diritto civile / la [/1] la ragioneria / il banco modello // tutte cose / che a me non dicevano proprio nulla // e alle quali non potevo / neanche / prestare orecchio // ciò nonostante / non so come facessi / alla fine / all' esame passavo // non con lode // ma / con un certo decoro // in ogni modo / mi succede / adesso / un fatto curioso // che delle volte / mi capita di sognare / di fare / il più brutto sogno / che mi possa capitare // è proprio quello di [/1] di quando ero a scuola // e sogno di essere / io vecchio / che sono ancora a scuola // ed è una pena grandissima // MAZ: ma / a proposito del teatro / sempre / lei / frequentò proprio una [/1] un' < accademia > // PAL: < ma certo > // ma certo // perché io / fino da giovinetto / col beneplacito di mio padre / ho [/1] sono andato al teatro / ogni sera // e naturalmente poi / mi è venuto il desiderio di fare l' attore // di avvicinarmi / di essere in qualche cosa anch'io / dentro a questa [/2] a questa grande istituzione / che mi [/2] che mi teneva tutto // e mi iscrissi alla scuola di recitazione di Firenze // dove io / ho studiato quattro anni // però / però a questa scuola di recitazione / pian piano / questa cosa si è [/2] si è evoluta // questa passione per il teatro / mi ha [/1] mi ha portato sopra a un' altra passione / che era quella della poesia // e invece di far l' attore / a venti anni / io / ho pubblicato il mio primo libro / di poesie // MAZ: e lei ha detto / Palazzeschi / di essere un / lontano epigono / del Rinascimento // PAL: ma lo sono // sono / un lontanissimo epigono // il rinascimento è mio / perché io sono fiorentino // e il rinascimento è fiorentino // sì / sono proprio un epigono // un lontanissimo / epigono del rinascimento / e / destinato a vivere / oserei dire sperduto / in un secolo / molto diverso // MAZ: ma c' è stata un' altra / sua esperienza giovanile / molto interessante / quella cioè di Marinetti // quella del futurismo // PAL: sì / appunto // nonostante che io lavorassi / nel massimo riserbo / e si può dire clandestino / la notizia del futurismo / produsse in me una grandissima impressione // sentii come una [/1] una ventata di ossigeno / che veniva da Milano // in questo paese di conservatori / accaniti // dove le avanguardie / vengono riconosciute / dopo cinquant'anni / quando vengono riconosciute // se non vengono riconosciute addirittura / quando sono sotto terra // MAZ: xxx Palazzeschi / lei ha vissuto / trent' anni / mi sembra / a Firenze // PAL: ho vissuto a Firenze / cinquantacinque anni // MAZ: cinquantacinque < anni > // PAL: < no trenta > // MAZ: e dopo / un / soggiorno così lungo / lei ha lasciato Firenze / e adesso / la sua vita / è divisa fra Roma e Venezia // forse queste due città sono quelle che danno / maggiori estri alla sua fantasia ? PAL: sì // ma vede io / io sono proprio tutto il contrario / di un viaggiatore // e poi / quando trovo la bellezza in un posto / non sento più il desiderio di andar via / non andrei mai via // poteva darsi anche / che io vivessi in una città sola / tutta la mia vita // e c' è chi l' ha fatto // e avrei voluto farlo anch'io // ma ne ho amate / quattro o cinque // e basta // di tutto il resto del mondo / io non conosco niente // Firenze / Roma / Napoli / e Venezia // le bellezze naturali / mi incantano // ma la bellezza creata dall' uomo / mi esalta // ragione per cui / adesso io amo tanto Venezia // perché lì è soltanto l' uomo / che opera // è soltanto l' uomo che ha [/2] che ha agito / che ha creato // e [/1] e da una pozzanghera / ha tirato fuori / questo grande miracolo // MAZ: ma lei ha amato molto anche / Parigi // PAL: sì / molto // ma soprattutto quella Parigi / che ho conosciuto / mezzo secolo fa // una Parigi / squisitamente francese / solamente francese // una Parigi / che mi entusiasmava / per quel senso di aiutare l' uomo a vivere / di rendere sempre più facile la vita / di fare sempre all' uomo / una più larga cittadinanza // cosa / che per me / era incredibile / e quasi sconosciuta // e mi giungeva nuova // MAZ: ma lei ha detto / Palazzeschi / che la sua grande maestra / non è stata la lettura o la letteratura / ma la strada // è < vero > ? PAL: < vero > // appunto / sì / perché la [/1] la mia prima + il teatro fu + il primo insegnamento / lo ebbi dal teatro // ma la strada / è stata l' insegnamento / di tutta la mia vita // ragione per cui / io cerco di girellare più che sia possibile // di uscire sempre // perché la strada / tutti i giorni mi insegna qualche cosa // io / non ho imparato in biblioteca // quando vado in una città / non mi viene mai in mente / di domandare dov'è la biblioteca // tutti gli indirizzi / io posso chiedere / fuori che quello // MAZ: e allora / siccome / lo spunto / alla < visita > / che ho fatto a lei / mi è stato offerto dalla scalinata dell' Aracoeli / io adesso vorrei approfittare / per fare [/1] < passeggiare > per Roma / insieme ad Aldo Palazzeschi // PAL: < mh > // < facciamo / facciamo > // va bene // facciamo la scalinata // quando venni a Roma / vent'anni orsono / e mi stabilii fra il Panteon / e corso Vittorio / la mia prima curiosità / fu di esplorare oltre / il corso Vittorio medesimo // in questo quartiere / che ancora oggi si dice dei fiorentini // e che anche oggi / nonostante / qualche amputazione / ritenuta non del tutto necessaria / ci parla / della Roma di Giulio secondo / e del Rinascimento // e / debbo confessare / di avere provato / una commozione gradevolissima // di quasi [/2] di quasi parentela / passando per un certo vicoletto // al cui ingresso / la parola Cellini / senz' altro / è scritta sul marmo // e / di avere cercato / di riconoscere / o di figurarmi / in questi pressi dei banchi vecchi / dove / ebbe la sua bottega / il mio adorabile Benvenuto // quasi abitualmente / sono tornato / per queste antiche strade / così ricche di fascino // via Giulia / e più di via Giulia // che mantiene a tutt' oggi un tono di vita illustre // via di Monserrato // non così lunga / non così dritta / come la sua sorella / ma anzi tortuosa // e nonostante / la sua ancora nobile fisionomia / in quanto a vita attuale / completamente dimessa // popolata da vecchia gente romana / che di questo popolo / è fra la più schietta / e caratteristica // quartiere / che si presenta protetto / e sorvegliato / da una reggia / Palazzo Farnese // e dopo esserci tornato tante volte / mi dicevo / per ricordare questa predilezione / e questo affetto / vorrei farci passare / un mio personaggio // e da quelle / che per uno scrittore / possono essere le figure più maliziose / all' ultimo popolano di Roma / le pensai tutte // finché un giorno / per una di quelle decisioni / che nascono / a nostra insaputa / dal nostro spirito / e che non sono mai le [/1] le peggiori / decisi / di farci passare / un piccolo vecchio // fedele domestico // che va e viene / per la frugale spesa quotidiana / fra il campo de' fiori / e il palazzo / dove si trova al servizio // e tale ispirazione / nella capitale del cristianesimo / mi venne [/2] mi venne spontanea // perché l' elevazione dell' umile / mi parve sempre / del cristianesimo / oltre che il suo stupendo segreto / la cosa più alta / e generosa // ragione per cui / allorquando il mio piccolo personaggio / una bella mattina / transiterà via di Monserrato per l' ultima volta / sarà / per salire / la simbolica scalinata di Aracoeli / che allorché se ne inizia la salita / per quel senso di infinito / che comunica / sembra / di dovere sempre continuare //